Un autore amato (venerato, si potrebbe dire) come Wes Anderson meritava un libro che approfondisse il suo cinema e il suo stile con passione, generosità e capacità di elaborazione: questo libro ora c'è, si intitola "Wes Anderson. Genitori, figli e altri animali" e lo ha scritto Ilaria Feole per la collana Heterotopia di Bietti.L'affetto dell'autrice per il regista è evidente da subito ("Ho sempre voluto essere un Tenenbaum" è il titolo del primo capitolo!), ma non offusca il giudizio e la ricostruzione della carriera di Wes Anderson, che viene affrontata con un capitolo dedicato a ognuno degli otto lungometraggi (più uno per il corto d'esordio "Bottle rocket") fino ad oggi realizzati, con un "remix" finale.
Se un difetto ha questo libro, è che al prossimo film di Anderson verrà voglia di comprarne un'edizione aggiornata, e così via...
Il volume è arricchito da una prefazione firmata dal grande regista e saggista Peter Bogdanovich, che analizza il cinema di Anderson proponendo (anche) un interessante confronto con Orson Welles. (già pubblicato qui)