Sono pochi al mondo i cineasti sfuggenti e geniali come Leos Carax , che in oltre 30 anni ha realizzato solo cinque film (oltre a qualche corto e un mediometraggio) ma che ha saputo conquistare l'affetto di numerosi estimatori e le giurie dei principali festival del mondo, effetto confermato dalla sua ultima produzione, l'osannato un po' ovunque " Holy Motors ". Di lui e del suo cinema, dei suoi misteri e del suo genio, oltre che del suo rapporto simbiotico con l'attore-feticcio Denis Lavant , racconta approfonditamente Paolo Campana - regista anche lui - nel saggio realizzato per Il Foglio Letterario dal titolo " Leos Carax. Lo schermo e il doppio ". " Leos Carax ritorna sempre in tempo per lasciare un segno profondo nel presente prima che ci si dimentichi di lui. Il suo è uno dei casi più emblematici di certo cinema d'autore propulsore di modernità e di poesia che fluttua costantemente tra la memoria stessa del cinema e la contemporane...